«Esistono concrete condizioni per una soluzione». I primi passi di una possibile riconciliazione, sul caso Catacombe di San Gennaro, vengono annunciati dal cardinale Crescenzio Sepe, dopo un incontro riservato con l'arcivescono Gianfranco Ravasi, a capo della pontificia commissione per l'archeologia sacra.

Anche se da Roma si chiede ancora tempo e calma.

L'obiettivo ora è la stesura di un nuovo accordo, attraverso la probabile costituzione di un più ampio tavolo a Napoli, come ricostruito da Repubblica, e come testimonia la nota, seppur sintetica, firmata ieri dall'arcivescovo di Napoli.
«Il cardinale, che in questi giorni ha lavorato, nel silenzio, e in stretta collaborazione con la Santa Sede - premette Sepe - affinché si individuasse un percorso positivo ed efficace finalizzato al rinnovo della convenzione per una migliore gestione e fruizione delle Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso, si è incontrato con il cardinale Ravasi, a Roma». Continua la nota: «Dall'incontro è emerso il comune convincimento che esistono concrete condizioni per una soluzione che tenga conto delle esigenze istituzionali, a garanzia dei diritti e dei doveri delle parti in causa».


Il commento del parroco, don Antonio Loffredo, è sereno ma fermo: «Il nostro vescovo usa parole sagge che ci confortano. "Percorso positivo", "migliore fruizione" : è quello che chiediamo e continueremo a chiedere lavorando, facendo lavorare, come la strada che si è aperta ieri per un altro giovane nostro assunto come Giuliano. E pregando».

L'iniziativa potrebbe portare all'auspicata e più costruttiva collaborazione tra la pontificia commissione per l'archeologia sacra guidata dall'arcivescovo Ravasi, e la Curia di Donnaregina, che dal primo giorno sostiene l'innovativa gestione, con l'aiuto indispensabile di Altra Napoli onlus di Ernesto Albanese e della Fondazione Con il sud di Carlo Borgomeo, i primi firmatari della petizione indirizzata al pontefice, già a quota 90 mila firme.