Padre Antonio rompe il silenzio:

«Il clamore mediatico registrato in questi giorni evidenzia un clima di confusione e disorientamento che mortifica il ruolo, il volto e il successo che, legittimamente, le Catacombe da tempo hanno saputo conquistare, sul piano nazionale e internazionale», sottolinea dunque Loffredo, parroco e direttore delle Catacombe, scelto per quest'ultimo incarico, dieci anni fa, proprio dal cardinale Crescenzio Sepe d'intesa con Ravasi.

Continua la nota: «Forse c'è non poca disinformazione sull'operato e sulle intese intercorse in questi anni (il riferimento è alle voci secondo cui il Vaticano chiederebbe la rimozione di don Loffredo, alla scadenza della convenzione, tra pochi mesi, ndr )».

Una «disinformazione - continua - che non giova alla causa delle Catacombe per le quali Sua Eminenza ha avuto sempre parole di benevolenza e apprezzamento, come si può evincere dalla lettera che il presule mi inviò l'8 febbraio 2016».

Che sottolinea «il dialogo ininterrotto con la pontificia commissione e il riconoscimento da parte della stessa della nuova modalità di lavoro che vedeva il nostro territorio responsabile del finanziamento degli affreschi e la Pontificia commissione nel ruolo di sorveglianza e sovrintendenza», annota ancora il parroco.

Riflessione ferma. «Soprattutto il cardinale Ravasi mostra in maniera chiara sottolinea Loffredo - il suo apprezzamento nei confronti dell'operato della cooperativa La Paranza, al punto da affermare che, a sostegno dello stesso operato non si voleva e mai si sarebbe voluto riscuotere il 50% dei proventi dei biglietti d'ingresso», sebbene la volontà messa nera su bianco non sia mai stata convertita in una "concessione" giuridicamente e contabilmente valida. Ciò che si augura Loffredo è che «tutto si risolva quanto prima. Sono sicuro che la verità, come diceva il cardinale Bea, non ha mai bisogno di difensori e si affermerà per volontà di tutti»



Leggi l'articolo di Conchita Sannino per la Repubblica di Napoli