Il Miglio Sacro

Un itinerario lungo un miglio, alla scoperta dei tesori del Rione Sanità.

Oggi venerdì 27 maggio
Siamo aperti dalle 10 alle 17

Pianifica la tua visita
Chiudi mappa

Percorrere il Miglio Sacro significa attraversare il Rione Sanità, dove hanno abitato i popoli a sud e ad est di Napoli, dagli africani ai cinesi, e dove un tempo passavano in carrozza papi, re e cardinali. Un luogo dove oggi le chiese non sono soltanto gallerie d'arte, ma case di accoglienza, di pace e di progettazione.

Disponibile su prenotazione
Tutte le domeniche con partenza alle 9:30 dall'ingresso delle Catacombe di Napoli, in Via Capodimonte 13 (ingresso adiacente alla Basilica del Buon Consiglio).

Chiamaci ora

Itinerario

Basilica della Incoronata Madre del Buon Consiglio

Ore 09:30

Il percorso parte dalla Basilica più recente della città, costruita tra il 1920 e il 1960.

Il percorso inizia dalla Basilica dell’Incoronata, dal cui giardino si accede alle Catacombe di San Gennaro.

La Basilica fu costruita come omaggio al quadro della Madre del Buon Consiglio. La tela fu dipinta nel 1884 e fin da subito dimostrò di essere miracolosa: pare che nello stesso anno mise fine all’epidemia di colera e che nel 1906 fermò le ceneri del Vesuvio che avevano colpito Napoli.

Visto il gran numero di pellegrini che visitavano la tela, fu costruita la Basilica a custodia, sul modello di San Pietro a Roma.

Guarda su mappa

Catacombe di San Gennaro

Ore 09:45

Un viaggio sotterraneo nella storia della cristianità napoletana.

Dopo qualche metro e qualche scalino più in basso, raggiungiamo le Catacombe di San Gennaro, dove si trovava la tomba del santo patrono.

Le catacombe di San Gennaro nacquero dall’ampliamento di una cappella gentilizia a partire dal II secolo d.C., dopo la deposizione di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli, e poi con l’arrivo di San Gennaro.

Sono composte da due livelli non sovrapposti, e caratterizzate da spazi ampi, scavati in orizzontale.

Nelle Catacombe potrai scoprire i preziosi mosaici posti sulle tombe dei primi vescovi di Napoli, affreschi di antiche famiglie napoletane recuperati dalla rovina e particolari strutture ricavate nel tufo.

Guarda su mappa

Basilica di San Gennaro Extra Moenia

Ore 10:30

Uno dei luoghi di culto dimenticati, restituito da poco alla città.

Appena fuori l’uscita delle Catacombe, che in origine ne era l’accesso, troviamo la basilica paleocristiana costruita nel V secolo d.C.

Come le Catacombe, fu abbandonata dopo il furto delle spoglie di San Gennaro nel V secolo. Nel XV secolo fu ristrutturata e adeguata al gusto barocco. Al posto del vicino monastero fu costruito un ospedale per appestati (San Gennaro dei Poveri), poi ospizio per i poveri. Nonostante un nuovo restauro nei primi del Novecento che la riportò alle forme originarie, la Basilica diventò un deposito del vicino ospedale.

Dal 2008 è tornata ad essere parte della vita del quartiere.

Guarda su mappa

Cimitero delle Fontanelle

Ore 10:50

Uno dei luoghi simbolo della devozione della città di Napoli verso i defunti.

Una breve passeggiata attraverso il Rione ci porta nell’ossario delle Fontanelle. Il sito era un’antica cava di tufo scavata nella collina di Materdei, che diventò ossario a metà Seicento, per ospitare i resti delle vittime delle epidemie di peste e colera.

Diventò un luogo di culto a fine Ottocento, quando alcuni devoti guidati da padre Gaetano Barbati disposero in ordine le migliaia di ossa anonime. Proprio l’anonimato spinse i fedeli ad adottare alcuni dei teschi dell’ossario, le anime pezzentelle che venivano puliti e posti in teche in cambio di protezione.

Photo credits: Giuseppe D'Anna

Guarda su mappa

Basilica di Santa Maria della Sanità

Ore 11:35

Nel Rione Sanità, la basilica è conosciuta come la chiesa di San Vincenzo ‘o Munacone.

Torniamo nel cuore del Rione, verso La Basilica di Santa Maria della Sanità, punto di riferimento del quartiere. È conosciuta come Chiesa del Monacone perché custodisce la statua di San Vincenzo Ferreri, frate domenicano e patrono della Sanità.

La basilica è un autentico museo della pittura napoletana del XVII secolo, con preziosi quadri, tra gli altri, di Luca Giordano e Andrea Vaccaro, e la prima rappresentazione napoletana della Madonna con Bambino, salvata dalle Lave dei Vergini nel V-VI secolo d.C.

Guarda su mappa

Catacombe di San Gaudioso

Ore 11:55

Mosaici precristiani si mescolano con affreschi seicenteschi, in un’unica grande opera di recupero.

Un cancello separa l’abside della Basilica dalla cripta paleocristiana, da cui si può già intravedere le Catacombe di San Gaudioso.

La loro espansione partì dalla deposizione del vescovo Gaudioso, nel V secolo d.C. Abbandonate dopo lo spostamento del santo all’interno delle mura di Napoli, ripresero la loro funzione nel XVI secolo, dopo il ritrovamento della Madonna della Sanità. Le catacombe custodiscono opere preziose, come la statua tufacea di Gesù e l’affresco che ritrae Santa Caterina da Siena, e testimonianze di rituali funerari del passato.

Guarda su mappa

Palazzo Sanfelice

Ore 12:50

Uno dei capolavori del barocco napoletano, progettato da Ferdinando Sanfelice.

Scendiamo di nuovo verso il cuore del Rione per visitare il cortile interno di questo palazzo, progettato a inizio Settecento dall’architetto napoletano come sua residenza privata. È composto da due corpi unificati dalla facciata, ma la sua particolarità è la scalinata interna ad ali di falco, dal grande effetto scenografico.

Forse proprio per questo il cortile ha fatto da sfondo al film Questi Fantasmi!, tratto dalla commedia di Eduardo De Filippo.

Guarda su mappa

Palazzo dello Spagnuolo

Ore 13:00

L’originalità barocca della visionaria scalinata interna.

A pochissimi passi, un altro dei palazzi più famosi di Napoli. Fu commissionato a Ferdinando Sanfelice dal marchese di Poppano, che unificò due edifici ricevuti in dote.

Il suo punto di forza è la grande scalinata ad ali di falco, ornata con decorazioni a stucchi. È conosciuto come Palazzo dello Spagnolo perché nel XIX secolo fu acquistato dallo spagnolo Tommaso Atienza.

Guarda su mappa

Chiesa di Santa Maria dei Vergini

Ore 13:10

Nei pressi della Porta San Gennaro, una delle chiese monumentali di Napoli.

Dopo appena un minuto a piedi, troviamo la chiesa di Santa Maria dei Vergini, che sorge su un antico complesso (ospedale e cappella) voluto nel 1326 dagli abitanti del Borgo dei Vergini e poi ceduto ai frati Crociferi di San Cleto.

Fu quasi completamente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale, ma si salvò dalla distruzione il fonte battesimale dove fu battezzato Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
Guarda su mappa

Porta San Gennaro

Ore 13:20

La porta più antica di Napoli, da cui passavano i blocchi di tufo provenienti dalle cave.

Il nostro percorso termina a ridosso di via Foria, alla Porta San Gennaro. La porta viene menzionata per la prima volta nel 928, ed era l’accesso alla città per chi proveniva da nord e passaggio obbligato per andare alle Catacombe di San Gennaro.

Dopo la peste del 1656 fu aggiunta un’edicola affrescata come ex-voto, che raffigura San Gennaro, Santa Rosalia e San Francesco Saverio che pregano per la fine dell’epidemia.

Guarda su mappa