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Il presidente Napolitano alla Basilica di S. Maria della Sanità

27 novembre 2006

La Nostra lettera al Presidente Giorgio Napolitano in occasione della visita alla Basilica di Santa Maria della Sanità:


Caro Presidente,

benvenuto tra noi!

La Sua visita ci onora e ci emoziona. L’abbiamo attesa preparandoci alla grande portata di questo evento, che ha attivato le energie e la creatività di tutti per accoglierLa al meglio. Nei giorni che hanno preceduto il Suo arrivo, tutti si sono dati da fare per tirare a lucido ogni angolo ed approntare l’abito della festa, per risultare belli ai Suoi occhi. Questo quartiere è un’ala della Sua casa, che riceve la Sua presenza e s’adopera per circondarLa di tutti gli agi che possano renderLe gradevole e, speriamo, indimenticabile la permanenza, perché possa portar via con sé il desiderio di tornare.

Caro Presidente, sappiamo di abitare nel Suo cuore. La Sanità è un quartiere magico, ricco di risorse ma anche di sofferenze. E’ come una nobildonna, magnifica ma anziana ed ammalata. La bellezza dei suoi tratti, la ricchezza dei suoi gioielli, la finezza delle sue trine restano inalterabili dal tempo ma, parimenti, si scorgono sul suo viso i segni profondi di un dolore altrettanto perenne.

Negli occhi dei nostri giovani, negli sguardi dei nostri bimbi c’è sempre quel misto di orgoglio e patimento, di forza ed avvilimento, di speranza e tribolazione che, senza parlare, sollecita una risposta. La Chiesa qui è madre che consola e padre che sorregge, che raccoglie i racconti e, con un lavoro lento e costante, cerca di alimentare la fiducia e concretizzare un’alternativa al ripiegamento sul ‘nulla’. Le assenze e le mancanze acuiscono i mali, la solitudine avvelena.

Abbiamo avuto sinora la fortuna di ricevere il conforto di benefattori e fondazioni che, privatamente, hanno reso possibile la realizzazione di iniziative minute ma significative, che mantengono in vita la speranza nel meglio che verrà. Sono belle cose, imprese importanti, che però restano piccole medicazioni sulla piaga sempre aperta della disoccupazione. Sono un esempio di come si può restituire il diritto alla dignità della vita, che però impiegano soltanto pochi e, qualche volta, solo per poco…

Noi ci siamo e ce la stiamo mettendo tutta. Nel tempo sono nate queste piccole realtà e, con esse, ha iniziato a soffiare un vento nuovo e buono, che semina il cambiamento. Speriamo che presto il sole faccia emergere piante forti e ben radicate, che portino buon frutto.

Grazie, caro Presidente, perché oggi ha voluto starci vicino e confermarci nei nostri sforzi. Che la Sua visita sia concime vivificante, nutrimento vitale perché i risultati di tanto lavoro, con il concreto appoggio dello Stato, sboccino presto davanti ai Suoi occhi e possano allietarLa col loro profumo, cancellando il disagio che purtroppo oggi ancora ‘olezza’ ineludibilmente nei nostri vicoli ed oscura i nostri cuori.

Napoli, 27 novembre 2006


Noi del Rione Sanità