Basilica e Catacombe di San Severo

La basilica di San Severo nel Rione Sanità

Due luoghi, due tesori nascosti del Rione Sanità che sono tra i nostri prossimi progetti di riqualificazione, per restituirli a Napoli e al Rione.

San Severo

San Severo è stato l'undicesimo vescovo della città di Napoli, tra il 363 e il 409 d.C.

Il suo episcopato si svolse in un periodo in cui la fede cristiana era minacciata dal paganesimo e dall'arianesimo. Nonostante questo clima, il vescovo Severo riuscì a far fiorire il Cristianesimo, diventando quello che è considerato il capo spirituale dei cristiani napoletani.

La catacomba di San Severo

La catacomba di San Severo risale al V secolo d.C. e fu scoperta da
Gennaro Aspreno Galante nel 1867.

Della catacomba originale, oggi resta una stanzetta quasi quadrata, cavata tutta nel tufo. Nel corso dei secoli ha subito vari rimaneggiamenti, fino alla demolizione di un lato per la costruzione di una casa canonica.

Gli arcosoli ancora visibili sono tre, di cui due parzialmente integri, mentre il terzo è quasi completamente indecifrabile.

Gli arcosoli

L'arcosolio di fronte all'ingresso presenta resti dell'affresco, che raffigura San Protasio su un campo verde scuro. Alcune copie disegnate e conservate hanno permesso di individuare la parte mancante, in cui c'è Galante che legge l'effige del martire Gervasio: si tratta delle più antiche immagini dei martiri milanesi, risalenti al V secolo e perfino anteriori ai mosaici degli stessi personaggi nella basilica milanese di San Satiro.

Nell'arcosolio a sinistra è raffigurata una croce gemmata con due santi, di cui il più giovane potrebbe essere Sant'Ambrogio, mentre l'altro più anziano San Severo: i due santi si conobbero nel 391 e la loro amicizia è confermata dal loro rapporto epistolare. La parte esterna dell'arcosolio è decorata con motivi floreali e uccelli, e la figura sull'angolo esterno superstite è indicata come Sanctus Evtyches.

Nell'arcosolio centrale sono visibili cinque figure: al centro, un giovinetto che regge nella mano sinistra un codice aperto, ai suoi lati quattro santi, di cui i due che si trovano accanto sono gli Apostoli Pietro e Paolo. Gli altri due si ipotizza che siano i vescovi Gennaro e Severo.

Sepoltura di San Severo

Durante la sua intensa attività pastorale, il Vescovo Severo
fece costruire quattro basiliche.

Tra queste, la basilica fuori le mura in cui scelse di farsi seppellire. Anche alla catacomba di San Severo toccò la stessa sorte di quelle di San Gennaro e San Gaudioso: nel IX secolo fu abbandonata dai fedeli e dai pellegrini, in seguito allo spostamento delle reliquie di Severo all'interno delle mura della città.

Le Lave dei Vergini

Per tutto il Basso Medioevo, la catacomba restò abbandonata, anche a causa delle frane che invadevano la zona e spesso chiudevano gli accessi ai siti sepolcrali.

La traslazione di San Severo

Dopo il furto delle spoglie di San Gennaro, si misero al sicuro i resti di tutti i santi e i vescovi sepolti extra moenia.
Tra questi, San Severo, che fu portato nella basilica intra moenia di San Giorgio Maggiore.

La Basilica di San Severo Fuori le Mura

La Basilica fu edificata nel XVI secolo sul sito cimiteriale voluto da San Severo.

L'attuale Basilica fu costruita nel 1573 per volontà dell'arcivescovo Carafa che la affidò ai conventuali. Nel 1680 i frati commissionarono un rifacimento del complesso all'architetto Dionisio Lazzari.

«Le vostre placide coste infondono ai sensi tranquillità e trasportano l’anima, dai terribili e atroci ardori delle preoccupazioni, verso una decorosa quiete.»

Sant'Ambrogio al vescovo Severo.

La basilica di San Severo fuori le mura

Della cripta paleocristiana non resta più nulla, probabilmente per mancanza di fondi. La facciata è caratterizzata dai colori borbonici "limone e fragola", con tre affreschi in corrispondenza degli altari: al centro c'è San Severo, mentre ai lati sono raffigurati San Francesco e Sant'Antonio.

L'interno della Basilica è a croce latina, con tre cappelle per lato, e custodisce opere, tra gli altri, di Leandro Carcano (L'Annunciazione), Paolo De Matteis (la Madonna del Rosario con i santi Domenicani), Pietro Lambertucci (Santi Pietro e Paolo).

La cappella di Sant'Antonio

La Cappella di S. Antonio, del 1621, è costituita da un'unica navata, decorata con preziosi stucchi e tele seicentesche.

Un piccolo scrigno che custodisce opere di artisti come Giordano, Fracanzano e Vaccaro, mentre lungo le pareti laterali ben 12 tele raccontano storie di Sant'Antonio. La volta è impreziosita da quattro grandi tele: L'Eterno Padre, La Vergine col Bambino e Santi, L'Immacolata e San Francesco. Inoltre è qui che nel XVIII Domenico Cimarosa ricevette i primi insegnamenti musicali.

Progetto di riapertura

Stiamo lavorando perché il Miglio Sacro e tutta la città riacquistino un altro importante tassello.

La riapertura del complesso di San Severo è un ulteriore segnale di speranza, la dimostrazione che con l'impegno e la passione si può ricostruire la bellezza che sembrava perduta.

Basilica e Catacombe di San Severo

Il Complesso di San Severo è temporaneamente
chiuso al pubblico.

Orari di apertura Catacombe di Napoli
Dal lunedì al sabato dalle 10,00 alle 17,00 (ultimo ingresso ore 17:00)
domenica e festivi dalle 10.00 alle 13.00 (ultimo ingresso ore 13:00)

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