La catacomba è legata alla memoria del vescovo Severo che scelse questo luogo per la sua sepoltura. Di questa catacomba oggi non resta altro che un piccolo cubiculum ed un accenno di un misterioso proseguimento che si intravede appena tra le fondamenta di un inurbamento sregolato e irrazionale che ha riguardato l'intera area della Sanità.
Gli arcosolia che impegnano i lati superstiti del cubiculum sono tre: il centrale e quello di sinistra, ancora parzialmente integri, conservano lo schema decorativo pittorico; quello di destra è stato quasi del tutto distrutto. L'arcosolium centrale ritrae cinque personaggi; al centro un giovane patrizio,a sinistra due personaggi identificati in S. Pietro e S. Gennaro, quelli alla destra in S. Paolo e S. Severo. Nel IX sec. a causa del furto delle reliquie di di S.Gennaro, temendo che la stessa sorte potesse toccare a quelle degli altri Vescovi sepolti extra moenia, si decise di spostare le sacre spoglie all'interno delle mura della città. Nello specifico i resti mortali di San Severo furono traslate nella basilica urbana di San Giorgio maggiore.